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La Via dei Fiori

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Ikebana e Psiche
lo straordinario potere dell'espressione floreale

L'esprimersi attraverso una composizione floreale che non abbia uno scopo puramente decorativo e voglia invece testimoniare una comunione di sentimenti con gli elementi e le manifestazioni della natura nella gioiosa ricerca dei suoi misteriosi messaggi è un modo di esprimere una concezione di vita più profonda e interiore. Tale concezione ci permette gradualmente di aprirci a una visione più ampia e coinvolgente della realtà e del vero significato della nostra stessa esistenza.
è importante immedesimarsi nei fiori, sentire la loro presenza, comprenderli, amarli. Probabilmente esiste anche chi, sentendo il profumo di un fiore, vorrebbe subito scriverne la formula, ma il fiore è una presenza silenziosa e attiva e come tale deve essere accolto. Ognuno di loro infatti racchiude in sé quella bellezza e quel candore che sono esclusivamente suoi, né potrebbe mostrarsi diverso da ciò che è. Nel mondo floreale non c'è competizione: ognuno si mostra senza camuffarsi e si mantiene al suo posto, per umile che sia, per comporre quel magnifico mosaico di bellezza, gioia, armonia e perfetto equilibrio che costituisce lo scenario in cui siamo immersi, equilibrio di cui spesso non ci accorgiamo e che tendiamo a rompere con pretenziose modifiche e un'assurda smania di affermazione personale prettamente egocentrica.

Procedendo alla scoperta di noi stessi attraverso le composizioni floreali, oltre all'asimmetria e all'importanza del pieno e del vuoto, un ulteriore tema proposto dalla Via dei Fiori è quello delle stagioni.
Come l'alternarsi del giorno e della notte, così il ricorrente ciclo delle quattro stagioni, con le loro specifiche caratteristiche e il loro potere di trasformazione dei medesimi elementi, rappresenta un sorprendente e meraviglioso meccanismo di continuo dinamismo e rinnovamento della vita.





Osservando con attenzione le stagioni nella loro essenza più intrinseca, dietro il ricorrente ritmo di germinazione, nascita, crescita, maturazione, declino, morte e nuova nascita, si percepisce chiaramente la presenza sacra e invisibile di un unico principio vitale superiore che tutto regola e mantiene in un ordine e una sincronia veramente perfetti.

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Probabilmente ognuno di noi si sente più attratto da una stagione in particolare, che può rispecchiare sia un suo predominante atteggiamento nei confronti dell'esistenza, sia un suo modo di sentire corrispondente all'età in cui si trova a vivere. Tuttavia ogni stagione ha la sua bellezza e la sua fondamentale importanza ed esiste in funzione delle altre, alle quali puntualmente deve lasciare il posto affinché si manifestino in tutto il loro splendore.

Nell'interazione costante tra uomo e natura, l'autunno rappresenta il declino, il rimpianto, ma anche la saggezza e la consapevolezza. Non a caso è anche il tempo del raccolto e quindi della sintesi.
Il paesaggio si fa sfumato, dolcemente triste e tuttavia forte nei toni accesi del fogliame, come un ultimo guizzo della fiamma della vita che precede l'arrivo dell'inverno. I colori sono opposti e contrari a quelli della primavera, quasi contratti: il verde diventa marrone, il rosa e l'azzurro tendono al violetto, le tenere foglie diventano secche e si lasciano andare docilmente fino a toccare la terra, i tronchi appaiono rugosi, i rami spogli, essenziali.

E curiosamente, proprio perché c'è una maggiore consapevolezza della morte ormai prossima, l'autunno è anche il tempo di un'accresciuta sensualità, di una valorizzazione di colori forti e di contrasti. è un cedere con dignità, in una visione matura della vita e del suo significato, nel rimpianto di possibilità perdute, ma anche nella manifestazione di ciò che ancora si può esprimere e realizzare.
Nell'eseguire le composizioni occorre prestare ascolto a questo tipo di sensazioni per tradurre liberamente e spontaneamente ricordi o analogie:

il suono della pioggia, il sussurrare del vento, il turbinio delle foglie che sembrano raccogliere nei loro vividi colori gli ultimi raggi di sole.
L'autunno si presta, meglio di ogni altra stagione, al tema dei contrasti e delle sfumature che possono derivare da accostamenti di materiali molto diversi tra loro e non soltanto vegetali: bacche, pigne, cortecce, muschi, rami nudi, un tronco scuro e del fogliame chiaro, un sasso e dei fili d'erba, un elemento secco ed un tenero fiore?

Si torna dunque al concetto degli opposti e al loro vicendevole rapporto di forza. Infatti l'accostamento di rigidità e di cedevolezza, di ciò che è rude e di ciò che è tenero, sprigiona sempre una sensazione di energia e di bellezza.
Questa constatazione può spingerci a fare una riflessione sugli opposti per quanto riguarda anche noi stessi. Se ci sentiamo in collera, introduciamo un elemento di equilibrio: meditiamo sulla compassione, evochiamo l'immagine di un personaggio compassionevole e cerchiamo d'imitarne l'atteggiamento. Almeno una volta ogni tanto sforziamoci di comportarci in maniera volutamente diversa dal solito, iniziando un lavoro di sintesi e d'integrazione. Infatti negando gli opposti, i nostri lati d'ombra, non saremo mai in grado di scacciarli, perché l'armonia non dipende dal potenziamento di un solo elemento, ma dal bilanciamento di due contrari.
Come riuscire a trasferire tutto questo in una composizione floreale dipende dalla sensibilità e dalla creatività di ciascun partecipante, dalla sua capacità di? cogliere l'attimo e di lasciarsi andare come una foglia d'autunno che, staccatasi dal ramo, è pronta a cadere in lente volute, con fiduciosa dolcezza, fino alla madre terra

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