Breve guida all'idrocoltura
IDROCOLTURA O COLTURA IDROPONICA
COS'E' L' IDROCOLTURA
L' idrocoltura (chiamata anche in alcuni casi coltura idroponica), è un sistema di coltivazione delle piante senza l'uso della terra, particolarmente adatto ad essere utilizzato con piante ornamentali da appartamento e più in generale da interni, poiché ne facilita la cura e il mantenimento, garantendo allo stesso tempo uno sviluppo rigoglioso e sano della pianta, in molti casi superiore rispetto alle equivalenti piante in terra. Questo è dovuto al fatto che il sistema idrocoltura, asseconda il ritmo di crescita della pianta, fornendole un ambiente di sviluppo ottimale.
La caratteristica fondamentale dell' idrocoltura consiste nell'esclusione dell'uso della terra come elemento di sostegno per la pianta, che sarà ora sostenuta da uno strato di materiale inerte qual è l' argilla espansa. Questo è possibile perché le piante non vivono di terra, ma delle sostanze nutritive in essa contenute (principalmente azoto, fosforo e potassio), che la pianta riesce ad assorbire tramite le radici, grazie all'acqua delle innaffiature che le discioglie. è quindi l'acqua che, sciogliendo le sostanze nutritive presenti nella terra, permette alla pianta il loro assorbimento.
L' idrocoltura, partendo da questo principio, si propone di fornire direttamente alla pianta una soluzione di acqua e sostanze nutritive nella esatta quantità da essa richieste, ed assieme a luce e calore garantisce uno sviluppo rigoglioso e sano della pianta. Come sostegno per la pianta viene quindi usata l'argilla espansa (materiale inerte, inodore e igienico) al posto della terra, che a questo punto non serve più.

ELEMENTI DEL SISTEMA IDROCOLTURA
1. Le piante

Innanzitutto è bene ricordare che la maggior parte delle piante usate in idrocoltura sono piante "verdi", di origine tropicale, o incroci di queste (alcune tra le più comuni sono: i Ficus, le Dieffembachia, i Potos, le Dracaene, la Chamaedorea, i Philodendri, le Schefflere, le Yucca, il Syngonium podophyllum, le Beucarnee ecc..).
Sono piante che generalmente non portano fiori che appassiscono velocemente.
Alcuni tipi di piante fiorite adatte per l'idrocoltura sono: la Kalanchoe, l'Hibiscus, la Spathiphyllum, l'Anthurium, l'Euphorbia milii, la Saintpaulia ecc?
Questo non vieta che si possano utilizzare anche altri tipi di piante o piante da fiore che verranno opportunamente fertilizzate con gli appositi concimi.

è possibile sia acquistare in vivaio le piante già coltivate in idrocoltura e quindi subito pronte per essere utilizzate, sia preparare da soli le piante per la coltivazione in idrocoltura.

Acquistando le piante già pronte per l'idrocoltura in vivaio si ha la certezza di avere una pianta di qualità che certamente non avrà problemi di adattamento per il tipo di coltivazione e garantirà subito un ottimo risultato sia che si tratti di piante di piccole dimensioni, sia di grandi dimensioni.

è possibile anche preparare da soli le piante per la coltivazione in idrocoltura, ma, se non si ha già una certa esperienza, conviene iniziare con delle piante giovani.

Posizione luminosa 1000-2000 Lux

Beaucarnea recurvata, Phoenix, Euphorbie (Succulente), Aralia elegantissima, Hibiscus, Croton, Aphelandra, Ananas, Saxifragra sarmentosa, Kalanchoe, Cactus, Peperomia, Yucca, Evonymus e altre.
Posizione mediamente luminosa 800 - 1000 Lux
Varietà di Ficus, varietà di Dracaene a fogliame chiaro, Cordyline, Anthurium, Acorus, Felci, Saintpaulia ionantha, Bromelie e altre.
In questa posizione si possono sistemare anche le piante degli altri due gruppi.
Posizione poco luminosa 600-800 Lux
Chamaedorea, Areka, varietà di Philodendron, varietà di Dracaene a fogliame scuro, Anglaonema, Dieffenbachia a fogliame scuro, Spathiphyllum, Maranta, Cissus, Fittonia, Syngonium, Asplenium nidus, Scindapsus, Chlorophytum, Aeschynanthus, ecc.
Con meno di 600 Lux si consiglia di fornire sempre una fonte di luce artificiale supplementare.
Preparazione di una pianta in terra per la coltivazione in idrocoltura

Il periodo migliore per il passaggio di una pianta dalla terra all'idrocoltura è in corrispondenza della ripresa vegetativa della pianta, che solitamente corrisponde con il periodo primaverile.

- Estrarre la pianta con il pane di terra dal vaso ed eliminare più terra possibile facendo attenzione a non rovinare le radici.

- Mettere a bagno in acqua tiepida l'apparato radicale, fino a quando le radici siano completamente pulite dalla terra, rinnovando l'acqua più volte.

- Eliminare le radici marce o in cattivo stato, salvaguardando quelle giovani che sono le più adatte alla coltivazione in idrocoltura.

- Introdurre la pianta nell'idrovaso, cercando di distribuire le radici al meglio.

- Riempire l'idrovaso con l'argilla espansa precedentemente lavata e tenuta a bagno, cercando di distribuirla omogeneamente tra le radici della pianta.

- Introdurre l'idrovaso, provvisto di indicatore di livello, all'interno del relativo vaso esterno (portavaso o fioriera per idrocoltura), e versare acqua a temperatura ambiente fino al segno massimo dell'indicatore di livello.

- Nel corso delle successive settimane la pianta passerà attraverso un periodo di adattamento e acclimatazione, durante il quale verrà somministrata acqua solo se precedentemente si era completamente esaurita e fino al livello medio (= ottimo) dell'indicatore di livello (non portare l'indicatore al livello max).

- Successivamente si somministreranno le sostanze nutritive sotto forma di microgranuli (resine a scambio ionico) o altri fertilizzanti per idrocoltura che dureranno per alcuni mesi.


Hibiscus

Kalanchoe

Spathiphyllum

Anthurium

Euphorbia

Saintpaulia

ELEMENTI DEL SISTEMA IDROCOLTURA
L' idrocoltura utilizza un sistema di elementi interagenti al fine di fornire alla pianta un ambiente ideale per lo sviluppo. Vediamo insieme quali sono e come funzionano i singoli elementi:
L' idrovaso (o vaso di coltura interno)

L' idrovaso è il vaso in plastica che contiene la pianta e l'argilla espansa.
Questi vasi sono dotati, nella parte inferiore, di parecchie feritoie e fori non molto grandi, tali da non permettere la fuoriuscita dell' argilla espansa, ma adatti invece a far passare l'acqua e quindi le sostanze nutritive in essa disciolte.
Le feritoie favoriscono inoltre l'eventuale fuoriuscita delle radici e una migliore ossigenazione dell'apparato radicale.
L' idrovaso presenta anche una scanalatura sul fianco atta ad ospitare il relativo indicatore di livello che, una volta inserito, fa corpo unico con l' idrovaso.

L'argilla espansa (o substrato o elemento di supporto)
L' argilla espansa è il substrato che, sostituendo la terra, dà sostegno alla pianta.
è disponibile in elementi a forma sferica (palline di grandezza variabile da 4 a 16 mm. a seconda della necessità) molto leggeri, in quanto all'interno sono porosi, ma allo stesso tempo molto resistenti.
è un materiale inerte e inalterabile nel tempo, non si modifica al contatto con le soluzioni nutritive, con l'apparato radicale o con l'acqua. Grazie alla sua stabilità non perde quindi le caratteristiche per le quali viene usato, quelle di favorire la traspirazione dell'umidità e il ricambio dell'aria nella zona bassa del vaso, garantendo una ossigenazione ottimale dell'apparato radicale evitandone l'asfissia. .
N.B. E' consigliabile usare argilla espansa specifica per l'uso agro-floristico, poiché quella normalmente usata in edilizia contiene impurità e composti che potrebbero essere dannosi per la pianta.

Argilla espansa di piccolo calibro per piante e contenitori piccoli.

Argilla espansa di grosso calibro per piante e contenitori grandi.
L' indicatore di livello dell'acqua
E' un elemento indispensabile del sistema idrocoltura, poiché serve a tenere sotto controllo la quantità d'acqua presente all'interno del portavaso o della fioriera.
L'indicatore è costituito da un elemento galleggiante che indica esattamente la quantità (livello) di acqua presente nel sistema.
L'indicatore può essere inserito nel vaso interno (che presenta l'apposita sede) nel caso vi sia il relativo vaso esterno oppure può essere posizionato a piacere all'interno della fioriera per idrocoltura, nel caso vi siano più piante con i relativi vasi interni all'interno della fioriera.
Normalmente vi è sempre l'accoppiata del vaso interno con il relativo indicatore di livello e vaso esterno, in quanto le misure (altezze) sono standardizzate. L'indicatore o gli indicatori possono comunque andare separati dal vaso interno nell'uso con fioriere (vasi esterni) di grandi dimensioni per composizioni con più piante.
L' indicatore di livello presenta nella parte alta tre tacche di riferimento, atte a segnalare il livello minimo (mancanza d'acqua), medio (= ottimo) e massimo (max).
Normalmente l'approvvigionamento d'acqua viene fatto solo quando questa si è completamente esaurita (livello min.) e non dovrebbe superare il livello medio (= ottimo).

ELEMENTI DEL SISTEMA IDROCOLTURA
Il portavaso (o vaso esterno o fioriera)

Il portavaso (o vaso esterno) deve essere un vaso di materiale inerte (solitamente di plastica), a tenuta stagna, e serve come contenitore per l' idrovaso (o vaso interno), il relativo indicatore di livello e per l'acqua con il fertilizzante.
I portavasi hanno misure standard, per cui calzano perfettamente sul relativo vaso interno che già ingloba l'indicatore di livello.
I portavasi possono avere dimensioni e forme diverse, possono essere rivestiti di svariati materiali e possono essere, a parità di dimensione, sostituiti velocemente tra di loro semplicemente sfilando il vaso interno che contiene la pianta e l'indicatore.
Normalmente ad ogni portavaso corrisponde un vaso interno e quindi una pianta, ma nulla vieta di poter inserire più piante con le stesse caratteristiche nello stesso idrovaso e quindi nello stesso portavaso.


Serie di vasi esterni (o portavasi).
è possibile anche realizzare delle composizioni più o meno grandi utilizzando più piante, anche diverse per tipo, in questo caso sarà necessario l'uso di un portavaso di medie o grandi dimensioni che prende il nome di fioriera per idrocoltura.
Le fioriere per idrocoltura possono avere dimensioni anche molto grandi ma con altezze standard tali da contenere esattamente i vasi interni (idrovasi) e il/gli indicatori di livello che possono essere inseriti anche a parte, (cioè staccati dall'idrovaso). Normalmente le altezze standard delle fioriere per idrocoltura sono due (h. 24 e h. 35 cm. - misure esterne-) tali da contenere idrovasi di altezza 19 e 28 cm.
Gli idrovasi vengono posizionati all'interno della fioriera per idrocoltura assieme all'indicatore di livello.
Successivamente la fioriera viene riempita con uno strato uniforme di argilla espansa di grosso calibro fino a far scomparire dalla vista gli idrovasi. Rimarrà visibile solo la parte graduata dell'indicatore di livello, in modo tale da avere un piacevole impatto estetico.

Fioriere per idrocoltura di grandi dimensioni rivestite con materiali pregiati.
Le sostanze nutritive (microgranuli o resine a scambio ionico)
Rappresentano il nutrimento per le piante in idrocoltura.
Ne esistono di diversi tipi, ma le migliori e più usate sono costituite dalle resine a scambio ionico autodosanti, in quanto consentono alla pianta di ricevere il giusto nutrimento senza problemi di sovradosaggio.
Somministrando la quantità necessaria, viene garantita la giusta dose di nutrimento alla pianta per un periodo di 4/5 mesi, in maniera omogenea e graduale, come richiesto dalla pianta stessa, senza bisogno di altri interventi nel periodo se non quello di fornire l'acqua.
Le resine a scambio ionico hanno l'aspetto di microgranuli, e sono state studiate per cedere gradualmente all'acqua le sostanze nutritive (sotto forma di ioni) che contengono, assecondando il fabbisogno della pianta che le assorbe tramite le radici.
Le resine hanno anche la funzione di assorbire alcune sostanze di scarto rilasciate dalle radici delle piante, e, indirettamente, di avere un certo controllo sul ph dell'acqua grazie alle combinazioni con i sali in essa disciolti.
N.B. Le resine non si sciolgono o si consumano, cedono solamente il loro contenuto. Quelle esaurite rimangono sul fondo senza recare danno alla pianta.

LA COLTIVAZIONE IN IDROCOLTURA
Luce e calore

La gestione delle piante in idrocoltura è poco impegnativa.
è sufficiente che la pianta abbia luce (non luce solare diretta) e calore per poter crescere rigogliosa e sana.

Innaffiatura programmata

Grazie alla presenza dell'indicatore di livello è possibile sapere quando e quanto bagnare la pianta potendo così programmare le innaffiature. Con l' idrocoltura è la pianta stessa a decidere di quanta acqua ha bisogno , poiché trovandosi in un ambiente a umidità decrescente dal basso (più umidità) verso l'alto (meno umidità) può decidere la zona migliore in cui radicare. Questo è vero anche se ci sono più piante nella stessa fioriera (contenitore) con diverse necessità di umidità. Per cui, ad esempio, il Ficus Benjamina radicherà più in basso, visto che ha un maggiore bisogno di umidità, mentre piante che necessitano di un basso tenore di umidità radicheranno più in alto. Tutto questo è impossibile ottenerlo con la normale coltivazione in terra.

N.B. E' molto importante che l'acqua si esaurisca completamente, prima di una nuova innaffiatura per portarla ad un livello ottimale (medio)! Questo permette una buona, completa e periodica ossigenazione dell'apparato radicale della pianta.
N.B. Il livello massimo (max) di acqua, deve essere raggiunto solo nel caso si preveda di non poter innaffiare la pianta per un lungo periodo (1 mese - ex. se si va in ferie), poiché porta gran parte dell'apparato radicale sotto acqua non permettendo una adeguata ossigenazione delle radici.


Sezione di fioriera per idrocoltura, dell'idrovaso e del relativo indicatore di livello, con argilla espansa.
Sul fondo è presente una certa quantità di resine (di colore chiaro).
Fertilizzazione autogestita
Nell'idrocoltura le sostanze nutritive vengono fornite alla pianta da resine a scambio ionico (dalla forma di microgranuli). Queste resine cedono gradualmente nel tempo all'acqua la quantità di ioni (sostanze nutritive) richiesti dalla pianta, in modo che questa possa assorbirli tramite le radici.
Questo permette di avere una fertilizzazione autogestita dalla pianta in maniera omogenea e duratura nel tempo: infatti le sostanze nutritive, una volta somministrate, estendono la loro durata a diversi mesi (4/5).
Viceversa un'altra funzione delle resine a scambio ionico è quella di assorbire le sostanze di scarto rilasciate dalle radici delle piante o formatesi in seguito a processi biochimici dovuti alla presenza di acqua non depurata contenente normalmente sali minerali, assumendo così anche un ruolo di controllo del ph.

Come sopra, ma con la pianta all'interno dell'idrovaso riempito con argilla espansa.
La presenza di acqua sul fondo ha fatto innalzare l'astina dell'indicatore di livello (la pallina bianca più alta indica il livello) ed ha inumidito gli strati bassi di argilla espansa.
L'insieme di queste tre condizioni assicura alla pianta un habitat perfetto, da utilizzare al meglio secondo le sue esigenze, senza trovarsi in condizioni estreme di mancanza o sovrabbondanza d'acqua o di sostanze nutritive.
Questo è dimostrato anche dalla minor ramificazione dell'apparato radicale delle piante in idrocoltura, che, rispetto a quelle in terra, trovano subito pronte e nella dose ottimale tutte le sostanze nutritive di cui hanno bisogno.

PERCHE' ADOTTARE L'IDROCOLTURA

1. Comodità e semplicità

L' idrocoltura è un sistema comodo e facile, le cure per le piante sono ridotte al minimo, non si rischia di sbagliare le innaffiature o le fertilizzazioni, grazie all'indicatore di livello per le prime e all'autofertilizzazione per le seconde. Di conseguenza si ottiene una?

2. Maggior durata delle piante

Dovuta al fatto che le piante hanno a disposizione un habitat ottimale per quanto riguarda umidità (acqua) e nutrimento, e possono quindi adattarsi meglio a eventuali carenze di luce, di calore o di umidità dell'aria, che comunque sono indispensabili per un rigoglioso e sano sviluppo delle piante.
Un altro fattore che determina una maggior durata delle piante è la ?

3. Pulizia dell' idrocoltura

La terra viene completamente eliminata e sostituita con l' argilla espansa, materiale inerte e non soggetto a processi di putrefazione, muffe, attacco di parassiti e non genera cattivi odori.
Anche gli altri componenti del sistema, l' idrovaso e il portavaso o fioriera per idrocoltura, sono realizzati in materiale plastico, igienico e inattaccabile da elementi organici.
Questo rende l' idrocoltura particolarmente adatta all'utilizzo in pubblici, ospedali, scuole ecc...

4. Salubrità

Oltre ad essere un sistema pulito, l'idrocoltura può migliorare la qualità dell'ambiente in cui viviamo.
Ricerche effettuate dalla NASA e da altri centri di ricerca, hanno dimostrato la capacità delle piante, e in particolare quelle in idrocoltura di aiutare a depurare gli ambienti da sostanze inquinanti quali formaldeide, benzene, nicotina, fenoli.
Questa preziosa funzione delle piante è particolarmente sfruttata dal BIODEPURATORE Arredo Plant? che, sfruttando appieno il funzionamento del sistema idrocoltura, riesce ad abbattere in maniera efficace e del tutto naturale le precedenti sostanze, filtrando l'aria da pollini e polluzioni varie e umidificandola, a tutto vantaggio delle vie respiratorie, ottenendo una migliore qualità dell'aria negli ambienti chiusi in cui viviamo e lavoriamo.
Questo comporta, alla fine, anche una?

5. Economicità

Derivante dal maggior rendimento delle persone che vivono e lavorano in un ambiente sano e rilassante.
Le piante saranno sempre belle e rigogliose, con una manutenzione semplice ed economica, per chi dispone di poco tempo, ma desidera comunque circondarsi di piante vive e belle che conferiscano qualità all'ambiente in cui vengono inserite.
L'economicità deriva, comunque, dalla consapevolezza che a fronte di un costo inizialmente superiore del sistema idrocoltura rispetto al sistema tradizionale, si ha un maggior risparmio nel tempo, dovuto alla maggiore durata delle piante, ad un sicuro risparmio di tempo nella manutenzione e nella cura, alla possibilità, eventualmente succedesse, di sostituire velocemente solo la pianta senza dover buttare tutto il sistema e alla possibilità di cambiare vaso o fioriera esterna a seconda delle esigenze.

6. Praticità e varietà

La relativa leggerezza del sistema idrocoltura rispetto ad una equivalente soluzione in terra, rende più facilmente spostabili le piante in idrocoltura, grazie anche alla presenza di serie delle ruote nelle fioriere più grandi.
è quindi possibile posizionare le piante in idrocoltura sopra mobili e mensole, su pavimenti pregiati e su tappeti, senza il rischio di rovinarli con la terra o con il tracimare dell'acqua.
Grazie all'ottimo insieme di sostanze nutritive e di umidità le piante in idrocoltura sviluppano un minor apparato radicale rispetto alle equivalenti piante in terra, perché trovano subito pronti e nelle giuste quantità gli elementi di cui hanno bisogno. Questo permette di utilizzare delle fioriere o vasi per idrocoltura molto più piccoli dei relativi vasi per la terra a parità di grandezza della pianta. Si avranno quindi delle fioriere più piccole per piante più grandi, a tutto vantaggio dello spazio utilizzabile e del minor peso.
Con il sistema idrocoltura, è possibile creare varie composizioni nella stessa fioriera, utilizzando piante diverse per aspetto ed esigenze unificando la fertilizzazione e l' innaffiatura. Questo è possibile perché il sistema offre alle piante la possibilità di adattarsi come meglio credono.


Idrocoltura che passione

a cura d
el Merloparlante 1a parte

Se avete letto nelle pagine precedenti la Breve guida all'idrocoltura a cura di Arredoplant, qui troverete come mettere in pratica le nozioni che avete acquisito e che probabilmente vi hanno incuriosito, utilizzando materiali e contenitori di uso comune.

Questo è un piccolo semenzaio ottenuto riempiendo di argilla espansa un comune contenitore in plastica per verdure. Il piccolo calibro dell'argilla è stato ottenuto setacciando la medesima, e, una volta lavata dentro un colino sotto il rubinetto, è stata posta nel contenitore ancora umida. Un tubicino con dei forellini sulla parte inferiore trova posto in mezzo all'argilla e servirà: ad eliminare l'acqua o la soluzione nutritiva in eccesso.




Piantine appena nate di
Salvia splendens

Passiamo alla semina spargendo in maniera uniforme il seme, che copriamo con un piccolo strato (4-5 mm) umido di argilla espansa. Copriamo con della pellicola trasparente per mantenere l'umidità: e, posto il semenzaio in un luogo dove la temperatura è intorno ai 18-20 C° attendiamo la germinazione. Appena spuntano le piantine togliamo la pellicola ed esponiamo alla luce anche solare il nostro semenzaio avendo cura di mantenere sempre umida l'argilla, evitando però ristagni d'acqua che elimineremo aspirandola attraverso il tubicino.

Dopo tre, quattro giorni dalla nascita delle piantine, cominciamo ad irrigare il nostro semenzaio con la soluzione nutritiva diluita al 50%. E' sufficiente una irrigazione giornaliera che eseguiamo riempiendo fino all'orlo il contenitore, facendo poi defluire pian piano la soluzione attraverso un tubicino morbido inserito nel tubetto fissato preventivamente dentro il substrato, operando per sifone. La soluzione nutritiva viene ovviamente ricuperata.





solfato magnesio


solfato potassio


tappo


tappo colmo


tappo raso


dose rinverdente in polvere (0,5 gr)

Prepariamo la soluzione nutritiva utilizzando un concime liquido di facile reperibilità: il Flortis concime per agrumi 6-7-8 con microelementi. Una bustina di concime rinverdente chelato di ferro in polvere della Cifo, il solfato di magnesio o sale amaro reperibile in farmacia o in qualche consorzio agrario specializzato, del solfato di potassio, concime usato in agricoltura. In un secchio in plastica versiamo 10 litri di acqua, sciogliamo 4 grammi di solfato di magnesio (un tappo corona colmo), 5 grammi di solfato di potassio (un tappo corona raso) e aggiungiamo 20 cl di concime liquido 6-7-8 (il tappo pieno del flacone) più un quarto di cucchiaino da caffè di polvere di rinverdente fogliare. Mescoliamo ben bene affinché i sali si sciolgano completamente.
Le soluzioni acquose sono caratterizzate da un fattore chiamato ph: è opportuno che per la nostra soluzione tale valore sia circa 6. Si misura con le cartine al tornasole reperibili in farmacia e si modifica aggiungendo qualche goccia di acido solforico diluito alla soluzione se tale valore è superiore al valore richiesto, qualche goccia di ammoniaca diluita se il valore è inferiore al richiesto. Ho preparato la soluzione con l'acqua che esce dal mio rubinetto rilevando alla fine un ph uguale a 7 che ho portato a 6 con 30 gocce di acido solforico diluito. Per evitare di utilizzare l'acido solforico, che deve essere manipolato con molta attenzione, utilizzate acqua piovana, caratterizzata da un ph intorno a 6, aggiungendo alla soluzione un gessetto per lavagna bianco che farete sciogliere.


cartina al tornasole


resina a scambio ionico

E' tutto troppo complicato?... affidatevi a un concime per idrocoltura e preparate la soluzione seguendo rigorosamente le istruzioni riportate sulla confezione. Se volete svincolarvi anche da questo problema, l'utilizzo delle resine a scambio ionico per l'idrocoltura facilita molto le cose: mettete circa 10 ml di resina sul fondo del contenitore prima di mettere l'argilla espansa e poi seguite la procedura sopradescritta per la semina; utilizzate un contenitore trasparente per poter vedere il livello dell'acqua, che manterrete fino al trapianto a 10-15 millimetri rispetto al fondo, aggiungendone se necessario.

Seguite con noi l'esperienza, che sarà: aggiornata ogni 15-20 giorni confidando in un buon avvio della stagione primaverile. Arrivederci al prossimo appuntamento.

Idrocoltura che passione

a cura d
el Merloparlante 2a parte

Quando lo sviluppo delle piantine ha raggiunto la seconda coppia di foglioline passiamo al trapianto. La delicata operazione si esegue riempiendo completamente d'acqua il contenitore e immergendolo pian piano in una bacinella piena d'acqua. Data la leggerezza dell'argilla espansa, possiamo notare come argilla e piantine si separino facilmente, non ci resta che raccoglierle ad una ad una e sistemarle nel vaso definitivo avendo cura di coprire con delicatezza le radici di argilla espansa. Per i primi giorni è utile non esporre le piantine al sole diretto e irrigare con soluzione al 50%. L'esposizione andrà fatta gradatamente e anche la soluzione nutritiva passerà gradualmente a concentrazione normale. Una curiosità: a questo stadio potete trapiantare le piantine anche in terra senza alcun problema.




la fase delicata del trapianto

Dopo il trapianto molte sono le tecniche per coltivare in idrocoltura le nostre piantine (utilizzando le resine a scambio ionico seguite le istruzioni Breve guida all'idrocoltura a cura di Arredoplant). Fondamentale è mettere a disposizione delle radici gli elementi necessari tramite la soluzione nutritiva e nello stesso tempo fare in modo che esse respirino: è possibile irrigare con un annaffiatoio più volte al giorno ricuperando la soluzione; si può far gocciolare la soluzione sul substrato di argilla attraverso un apposito impianto; si può con una pompa da acquario portare la soluzione da un serbatoio alla nostra pianta, e così via.
A scopo didattico coltiviamo tre coppie di piantine in tre vasi di plastica di 12 centimetri di diametro: una con resina a scambio ionico, una in un buon terriccio e una con la nostra soluzione nutritiva che somministreremo con un annaffiatoio tutte le volte che abbiamo voglia durante la giornata, ricuperando la soluzione.
con resina

nella terra

con soluzione


vaso esterno

vaso interno







il tutto
assemblato

Come promesso anche per la coltivazione con resina, utilizziamo materiali di uso comune.

I l vaso esterno è un contenitore di pittura in plastica tagliato nella sua parte superiore e dipinto di verde all'esterno.

L'indicatore di livello è in polistirolo ed è stato ottenuto ritagliandolo da una confezione per alimenti, gli fa da guida il tappo di un pennarello fissato sulla parte interna del contenitore con del nastro isolante da elettricisti.
Sull' astina di polistirolo ho segnato in nero il livello massimo dell'acqua (2/3 dell'altezza del vaso contenitore) e il livello minimo (1 centimetro dal fondo).

Il vaso interno è di 12 cm. e sono stati praticati alcuni fori supplementari. Fa da guarnizione fra vaso interno ed esterno una fetta parafreddo di gommapiuma che rende il tutto più stabile.


le sei piantine dopo il trapianto


Arrivederci al prossimo appuntamento...

Idrocoltura che passione

a cura d
el Merloparlante 3a parte

Ecco le nostre piantine a 25 giorni dal trapianto. Quel che si può notare è un maggiore sviluppo per quelle coltivate in idrocoltura, differenze molto minori invece tra idrocoltura con resina e con soluzione nutritiva. Le colture hanno richiesto: il ripristino del livello dell'acqua dopo 25 giorni nella coltura con resina e nessun altro intervento; per la coltura su terriccio annaffiature ogni due/tre giorni a seconda del bisogno; per la coltura con soluzione due/tre irrigazioni giornaliere eseguite immergendo il vaso in un contenitore un po' più grande riempito per tre quarti con la soluzione nutritiva e lasciando le piante così per circa mezz'ora. Nelle giornate più soleggiate, per prudenza, un sottovaso alto due centimetri pieno di soluzione al 50%, ha sopperito alle eventuali carenze idriche in quest'ultima coltura.

Ma cosa c'è dentro alla nostra soluzione di così speciale!
Dentro la soluzione nutritiva ci sono tutti gli elementi minerali necessari al metabolismo della pianta e che normalmente si trovano in un buon terreno ai quali le radici, preposte a tale compito, fanno riferimento, assorbendoli e facendoli confluire alla parte superiore della pianta ( fusto e foglie) dove vengono elaborati attraverso il processo di fotosintesi in cui viene sfruttata la luce e l'anidride carbonica per produrre sostanza vegetale con l'affascinante risultato di far crescere, fiorire, fruttificare la nostra pianta.
Questi elementi sono l'Azoto, il Fosforo, il Potassio, il Magnesio, il Calcio, lo Zolfo che vengono assorbiti in maniera consistente. Altri elementi quali il Ferro, il Manganese, il Boro, il Rame, lo Zinco, il Molibdeno e altri ancora vengono assorbiti in misura minore ma sono comunque necessari per un buon e armonico sviluppo. Se andate a leggere l'etichetta del concime usato vedrete che ci sono quasi tutti tranne il magnesio e lo zolfo che forniamo con il solfato di magnesio e il solfato di potassio, manca anche il Calcio che però è presente nell'acqua di rubinetto: ecco perché se usate acqua piovana, dove il Calcio non c'è, è necessario sciogliere un gessetto da lavagna composto da solfato di calcio.

Perché fornire Azoto se è presente nell'aria per più delll'80%, o perché non basta un chiodo piantato vicino alle radici quando l'esperto ci consiglia contro l'ingiallimento delle fiale o delle bustine da sciogliere in acqua contenenti ferro?
Perché le radici sono in grado di assorbire tutti gli elementi minerali necessari solo quando questi si trovano sciolti nella soluzione acquosa. In termini tecnici quando si trovano liberi di circolare in forma di ioni. Se prendete un po' di sale da cucina e lo versate in un bicchiere d'acqua dopo un po' il sale sparisce, più semplicemente si scioglie, cioè si separa nei suoi due ioni di Sodio e Cloro e questo succede nelle miscele di sali che compongono le soluzioni nutritive per l'idrocoltura.

Arrivederci alla fioritura.


Dopo i circa ottanta giorni dalla semina le nostre piantine sono giunte finalmente alla fioritura. Entrambe le colture idroponiche hanno anticipato i boccioli di una decina di giorni rispetto alla coltura in terriccio. Decisamente più vigorose le due piantine coltivate con la soluzione nutritiva, forse per le maggiori cure dedicate (n.d.r.): tre annaffiature al giorno per immersione delle radici nella soluzione nutritiva per circa trenta minuti. La coltura con resina ha dato risultati buoni associati ad una conduzione davvero poco impegnativa: il reintegro dell'acqua consumata tutte le volte che si è reso necessario, in media, una volta alla settimana. Per la coltura in terriccio, le tradizionali cure, con somministrazione di un generico concime liquido ogni quindici giorni.


terra -- soluzione -- resina

Cosa succede se manca qualche elemento chimico importante nella soluzione?
Sempre a scopo didattico due piantine sono state coltivate per un certo periodo con soluzione nutritiva completa e successivamente ad una è stato tolto quasi completamente il Fosforo. Il risultato è visibile dalle foto:, si nota in particolare per la piantina in carenza di Fosforo (a destra), uno sviluppo minore con infiorescenze poco sviluppate. La carenza e qualche volta l'eccesso di uno o più elementi chimici ha come risultato uno sviluppo poco armonico e qualche volta la morte della piantina, ecco perché nel preparare la soluzione nutritiva è necessario dosare in maniera precisa i vari concimi. Anche il terriccio, laboratorio chimico sempre in attività, può avere di questi problemi specie se si va con la mano pesante nel somministrare i fertilizzanti; è comunque molto più tollerante tamponando (potere tampone del terreno) entro certi limiti eventuali eccessi.
Abbiamo utilizzato otto piantine per i nostri esperimenti, ma molte di più erano nate nel semenzaio: dove sono finite le altre? Come ogni buon hobbysta sarebbe stato troppo penoso buttarle e quindi hanno trovato posto, sempre in idrocoltura, in uno speciale contenitore: un tubo riempito di argilla espansa con delle finestre circolari sulla parte superiore dove sono piantate le piantine e dentro il quale a periodi regolari dettati da un timer, una pompa riversa la soluzione nutritiva che pian piano poi torna al serbatoio dov'è stoccata. Il sistema descritto richiede poche attenzioni gestendosi in maniera semiautomatica. Ogni tre, quattro giorni occorre controllare e ripristinare il livello dell'acqua consumata ed eventualmente riaggiustare il valore del ph. La capienza del serbatoio è di sessanta litri, ogni due mesi occorre cambiare completamente la soluzione.

Ecco la foto delle piantine di salvia splendens di quest'anno 2003.


Ed ecco come si presenta la fioritura a settembre 2003.


Questa foto ritrae invece la fioritura dello scorso anno 2002 e proprio da queste piante sono stati prelevati e conservati i semi che hanno generato le piantine tanto osservate in questi articoli.


Si conclude qui il viaggio che insieme abbiamo fatto all'interno dell'affascinante e curioso modo di coltivare senza terra.

Arrivederci e ................buona idrocoltura


Una pianta da appartamento molto tollerante

a cura d
el Merloparlante

Proviamo a coltivare in idrocoltura una pianta di Spathiphyllum.
Materiale occorrente:
un vaso di plastica per fiori del diametro di 20-22 centimetri, un coprivaso sempre in plastica leggermente più grande, argilla espansa, una pianta adulta di Spathiphyllum.



Stacchiamo con delicatezza due giovani piantine dalla pianta madre avendo cura di estrarle dalla terra con le radici.


Laviamo accuratamente tutti i residui di terriccio dall'apparato radicale: aiuta molto lasciare le radici immerse in un recipiente con dell'acqua.

Sulla parte inferiore del vaso pratichiamo alcuni fori aggiuntivi e lo riempiamo di argilla espansa, sistemando contemporaneamente le piantine.


Con cura disponiamo le radici in maniera naturale dentro il substrato di argilla e alla fine innaffiamo con dell'acqua che lasceremo defluire dai fori.


Sistemato ora vaso e pianta dentro il coprivaso attendiamo pazientemente che le piantine si adattino al nuovo ambiente inumidendo di tanto in tanto l'argilla con sola acqua.
Nel periodo estivo dopo circa un mese si formano le nuove radici e lo si può notare dal fatto che le piantine cominciano a svilupparsi.

Da questo momento cominciamo ad innaffiare con la soluzione nutritiva diluita al 50%. Come preparare la soluzione è descritto nel primo articolo Idrocoltura che passione(1). Il metodo è quello di riempire quasi completamente il vaso di soluzione lasciandolo così per due, tre ore; per ricuperare poi il liquido si estrae il vaso dal coprivaso (conserviamo la soluzione in una tanica al fresco e al buio); questo nei periodi più caldi giornalmente, in seguito ogni due, tre giorni. Aumentiamo gradualmente la concentrazione fino a raggiungere il 100% nel giro di un mese.


Il titolo dell'articolo dice "una pianta molto tollerante" perché spesso per distrazione i tempi sopradescritti non sono stati rispettati e l'evidente appassimento delle foglie, sintomo di carenza d'acqua, ha più volte preso il sopravvento. Il risultato visibile dalle foto è di tutto rispetto: sicuramente una maggior attenzione darà dei risultati ancora migliori e non mancherà un'abbondante fioritura.

Arrivederci dal Merloparlante






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