Cos'è l'arte topiaria?
Data: Tuesday, 06 May @ 00:11:49 CEST
Argomento: Topiaria
Topiary


E' un uso antichissimo, già i Romani lo conoscevano, tanto che "topiarium tacere"significava allora fare il giardiniere...

Cos'è l'arte topiaria?
di Wanda Passadore
E' probabile che anche i più accesi appassionati di giardinaggio non conoscano il significato di questo termine così poco consueto, che definisce un particolarissimo e storico, occorre dirlo?- modo di potare.
Potare nel modo giusto è difficile, lo sappiamo tutti, è quasi un'arte medica, perché responsabile della salute e del giusto rigoglio della pianta che spesso noi tagliuzziamo secondo una estetica personale, che non corrisponde quasi mai al futuro benessere della pianta stessa...
Questo curioso nome si riferisce alla difficile arte di potare i vegetali sempreverdi a fine ornamentale, in forme e dimensioni che non tengono conto della loro struttura naturale. E' un uso antichissimo, già i Romani lo conoscevano, tanto che "topiarium tacere"significava allora fare il giardiniere.

Nel Rinascimento ebbe il massimo del suo fulgore, perché la struttura dei giardini era basata su due concezioni fondamentali e opposte, una fondata sulla disposizione regolare e geometrica delle piante, l'altra ne consigliava invece una disposizione naturale, poi adottata, nel'700, nei vari giardini paesaggistici inglesi.
E' appunto la disposizione regolare, in cui prevalgono le forme geometriche, sia nei disegni delle aiuole, sia nei tagli delle siepi, che favorisce l'uso dell'arte topiaria: ogni giardino di una certa importanza doveva avere piante allevate e foggiate, attraverso pazienti e ripetute potature, non solo in forme geometriche come piramidi, coni, sfere ma addirittura riproducendo la struttura di ammali, personaggi, oggetti particolari, con un'arte scultorea decisamente eccezionale.
Ovviamente il tasso e il bosso erano particolarmente adatti a questa manipolazione. Se ne trova qualche esempio ancora oggi nei giardini delle ville "storiche", tipo Villa Medici sul Pincio, quelli di Palazzo Pitti a Firenze, di Villa Lante a Bagnata presso Viterbo, e altri ancora.

Il barocco enfatizza la struttura dei giardini, con giochi d'acqua e sinuosità nelle siepi: un esempio nella villa Garzoni a Collodi, considerata un capolavoro del barocco.

0ggi quest'arte antica e raffinata viene reputata "barbara" dagli attuali ecologisti, che la accusano di aggredire la natura e torturare il mondo vegetale
Ma confessiamolo, chi ha un giardino che per ampiezza e per posizione climatica sia disponibile a ospitare almeno un esemplare di questo elaborato che ci arriva dal Settecento, e che regala un fascino "antico" innegabile, non si lasci intimorire da chi dichiara che potare queste sculture verdi è difficilissimo.
F
acile, infatti, non è ma richiede in primo luogo gusto, pazienza, amore, e dal lato pratico una precisa dimestichezza con le cesoie da giardino, da maneggiare in modo determinato ma intelligente.

L
e uniche piante adatte a questa laboriosa avventura sono il bosso, ma soprattutto il tasso, che è di un bel verde scuro ed è posato su una struttura solida. Ed è molto utile apprendere dai super-esperti che la piantina che si acquista non deve superare i trentacinque centimetri, perché più facilitata a crescere, mentre tra gli esemplari alti già due metri al momento della piantagione, il deperimento alla potatura estetica è del 30/35 per cento.
Una esigenza indispensabile è che l'arbusto che scegliamo sia largo alla base, in modo da fornire uno zoccolo sostanzioso ed equilibrato sul quale lavorare via via le varie fasi del motivo decorativo.
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ltrettanto importante è che la pianta sia ben provvista di rami vestiti di foglie per la compieta altezza: sarà così più facile al momento giusto dargli la forma. Che nell'arte topiaria di base è un semplice cono, che può anche essere elaborato fino a formare un cilindro o una piramide.
Ovviamente le potature formative di tipo ornamentale richiedono pazienza, controlli continui e una forma di "amore" per questa inconsueta manifestazione d?arte.
Per il resto, occorre forza di carattere per cominciare; molti appassionati di giardinaggio, che sarebbero bravissimi secondo la confidenza che hanno con la vita vegetale, si lasciano scoraggiare dalla maestria "storica" che questa elaborazione richiede, e per il tempo che occorre attendere tra una potatura di formazione e quella decorativa che procede, si può dire, giorno per giorno, e che esige ovviamente pratica ma soprattutto fantasia.
Ma forse il coraggio gli arriva, dopo una visita emozionante a Villa Collodi o a Palazzo Pitti a Firenze...


CI SEMBRA INDISPENSABILE
anche parlare dei favolosi "labirinti", presenti nelle ville antiche più storicamente valide: sono siepi di tasso alte almeno due metri, e potate a formare una regolarissima divisione, quasi fossero muri, che seguono un percorso apparentemente regolare, che poi si rivela drammaticamente insolubile.
L a definizione iniziale di questo percorso era opera certamente di un architetto perverso, quasi demoniaco, che tracciava lo schema di distribuzione delle siepi in modo così imprevedibile, anche se apparentemente regolare, che il raggiungere alla fine l'uscita diventava un fatto nevrotico, estenuante, mentre l'entrarci aveva l'aspetto di una promessa per una gioiosa passeggiata tra il verde.
U n fenomeno decisamente affascinante, molto raro se gli eredi hanno avuto la pazienza di conservarlo (con notevoli spese di giardinieri) che ha dato argomento vitale ai film più intellettuali, caricandoli di tensione: basta citare il celeberrimo superoscar "Shining"per capirne il fascino negativo.
Chiediamoci però, oggi, quale era lo scopo di queste laboriosissime, estreme operazioni quotidiane di potatura per dar vita a qualcosa di esteticamente valido ma negativo (anzi incomprensibile) e dal fatto utilizzo, decisamente angosciante.
Ma il '600 e il '700, anche se fastosi e letterariamente ricchi, non ci hanno mai rivelato le oscurità della loro psiche...

tratto dagli Articoli di www.verdetellus.it








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