Rose.
Purezza e Passione nell'Arte dal 400 ad oggi
Il Filatoio Rosso - Caraglio (CN) Via Matteotti 40
Mistica
e carnale, simbolo della Passione ma complice di ben altre passioni.
Attributo di Venere così come della Vergine Maria. Se abbinata
a Santa Rita ricorda un grande miracolo, ma per i veneziani è
semplicemente il "bocolo", strumento per innamorati un po'
sognatori. Ha dato il nome alla pia tradizione del Rosario ma per Carlo
Magno era un fiore tanto bello e perfetto da decretarne ufficialmente
la coltivazione nei giardini di tutto il suo Impero.
Tutti, almeno una volta nella vita, l'abbiamo offerta, o ricevuta, rigorosamente
rossa, si trattasse di dichiarare la nascita di un amore o di riprenderne
le fila dopo un qualche incidente di percorso.
è un simbolo così forte di bellezza ed eternità
che non pochi grandi uomini e meravigliose donne l'hanno tanto amata
da volerle dare i loro nomi e cognomi. è lei, la rosa, non a
caso "la Regina di tutti i fiori".
Dal
28 giugno e sino alle brume autunnali il culto della rosa avrà
un suo tempio: il Filatoio Rosso di Caraglio, luogo di singolarissima
malia, la "casa delle seta" che sembra uscita dalla fantasia
di un cartonista hollywoodiano e che invece da tre secoli domina l'ingresso
della Val Grana, una delle meravigliose valli che portano l'estremo
cuneese a lambire il Parc Natural de Mercantour, nella contigua Francia.
Di mostre dedicate alla rosa nel mondo se ne propongono oltre 20 mila
ogni anno ma nessuna potrà mai essere come quella di Caraglio.
Qui infatti la rosa trionferà non come piccolo arbusto da inserire
nel proprio giardino ma come oggetto-soggetto della grande arte e delle
arti cosiddette applicate, in un sontuoso, fantastico excursus che partirà
dal tardo Medio Evo per confluire all'oggi. Avremo rose dipinte, scolpite,
trasformate in gioielli o in vetrate, persino in poltrone, rose protagoniste
di pale d'altare, di quadri intimamente devozionali, di allegorie e
baccanali, soggetto di pannelli decorativi per privatissimi boudoir,
ma anche di piatti, servizi da té, argenterie preziose, stoffe.
Andreina
d'Agliano e Alberto Cottino, curatori della grande mostra, hanno dovuto
scegliere precise linee di lavoro: il tema della rosa nell'arte è
talmente vasto da rischiare di ridurlo a genericità. Di qui la
scelta di individuare precisi ambiti di ricerca, corredandoli con opere
di altissima qualità, veramente emblematiche del tema di sezione
in sezione individuato. Determinante, per garantire il livello davvero
altissimo alla mostra, è stata la collaborazione "nel nome
della rosa" di molti tra i maggiori musei italiani e non solo.
Il percorso segue un ordine tematico e cronologico. Si parte dal tema
della "Rosa Mistica" ricordando come la rosa del Paradiso
Terrestre fosse senza spine, cresciute solo dopo la cacciata di Adamo.
Se il colore rosso ricorda il sangue di Cristo, i cinque petali e le
spine richiamano la sua Passione e morte. Senza spine è la rosa
bianca che rappresenta la purezza virginea della Madre di Dio. Ma, nella
tradizione ebraica, la stessa rosa, bianca e senza spine, arrossisce
di vergogna e mette gli aculei dopo aver assistito alla disobbedienza
di Adamo.
Dalla rosa mistica alla rosa profana. Ed ecco il fiore accompagnare
il ritratto di dame, simbolo della vanità e della bellezza, a
richiamare Venere e Amore, talvolta fiore singolo tenuto in mano, più
spesso profluvio di fiori, tanto da dare alla rosa e non alla dama il
vero ruolo di protagonista.
La rosa è sempre stata caricata di significati allegorici ed
eccola come Flora o come simbolo della caducità della bellezza.
Ambivalente fiore: la rosa è rinascita, sbocciare di nuove forze
e memento dell'ineluttabilità della morte, dell'Amor Sacro e
dell'Amor Profano, come nell'omonima opera di Tiziano.
Ma l'esplosione della rosa, la "rosamania" collettiva risale
all'Ottocento ed è vera, piacevole epidemia: naturale che la
pittura, ma anche le arti decorative ne siano influenzate, con esiti
spesso altissimi. Si amano i fiori e si indaga il loro linguaggio simbolico,
fattori, entrambi, che portano ad un aumento dell'elemento floreale
sia nei mobili sia nelle arti applicate. In pittura la rosa viene associata
alla passione giungendo, verso il finire dell'Ottocento, ad una pittura
che suscita visioni oniriche animate di enigmi e mistero, con un simbolismo
estetizzante che si avvale di elementi decorativi naturalistici e floreali,
di rose in particolare.
Un capitolo della mostra è dedicato, non a caso, all'art nouveau
che, come il successivo dèco affonda le radici in un naturalismo
che ha nei fiori prototipi amatissimi Lo si evidenzia nelle arti applicate
dove l'attenzione al magnifico fiore non mostra cedimenti continuando
anche oggi ad influenzare designers e stilisti.
Tutto per la gioia degli infiniti adepti del meraviglioso, coinvolgente,
eterno culto del più bel fiore del mondo.
Rose.
Purezza e Passione nell'Arte dal 400 ad oggi
Caraglio, Il Filatoio (via Matteotti, 40 - 12023 Caraglio)
28 giugno - 25 ottobre 2009
Orari:
dal 28 giugno al 30 agosto: da giovedì a sabato 17.00-22.00;
domenica e festivi 10.00-14.00 - 17.00-22.00;
dal 3 settembre al 25 ottobre: da giovedì a sabato 14.30-19.00;
domenica e festivi 10.00-19.00.
Ingresso: biglietto intero Euro 7,00; biglietto ridotto Euro 4,00 (7-14
anni; maggiori 65 anni; soci Marcovaldo; soci ACLI; Unitre Savigliano
e Racconigi; docenti di Lettere, Architettura e Belle Arti; possessori
Conti Correnti Genius e Re-Play di UniCredit Banca, soci Touring Club);
ingresso gratuito: fino a 6 anni, giornalisti, residenti in Caraglio
(domenica mattina), possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte
in corso di validità, possessori di Tessera Artea.
Info:
numero verde della Regione Piemonte 800 329 329
Sito internet: http://www.marcovaldo.it/
Prenotazioni:
Associazione Culturale Marcovaldo
tel. 0171 61 82 60 e-mail: gruppi@marcovaldo.it
La
mostra, curata da Andreina d'Agliano e Alberto Cottino in collaborazione
con Roberta Orsi Landini e Carlo Sisi, è organizzata dall'Associazione
Culturale Marcovaldo in collaborazione con la Regione Piemonte, il Comune
di Caraglio e la Fondazione Filatoio Rosso.
L'evento
è reso possibile grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo,
della Fondazione CRC e al contributo della Fondazione CRT.